Elena Fogarolo
Cronache dal Secondo Matriarcato
21 racconti di fantascienza
Associazione culturale Gaspara Stampa, 2001
Disponibile gratuitamente in PDF
Scriveva Elena Fogarolo in prefazione a queste Cronache dal Secondo Matriarcato:
“Per l’aspetto tecnico-scientifico ho tenuto presente soprattutto i testi dello scrittore di fantascienza Isaac Asimov, con la sua concezione di una galassia progressivamente colonizzata dalla specie umana...”.
Chi volesse sentir parlare di motori iperatomici, di campi di forza, di paesaggi extraterrestri e dei vari marchingegni della tecnologia asimoviana e dintorni, dovrà però rivolgersi altrove: questi racconti sono molto più fantasociologia che fantascienza.
L’autrice si è servita della galassia asimoviana per creare uno scenario con tanti mondi abitati, lontani fra loro nello spazio ma facilmente comunicanti. Ma mentre Asimov, nonostante un suo proclamato femminismo, proiettava nel futuro dell’umanità gli schemi sociali e soprattutto la struttura famigliare del secolo XX, nella galassia di queste Cronache la famiglia patriarcale non esiste più.
Donne e uomini vivono in pianeti separati. Vi sono pianeti femminili e pianeti maschili. Questi ultimi, emarginati e meno numerosi, non partecipano alla vera vita galattica e sono in qualche modo pianeti di esilio.
Le ultime guerre sono ormai molto lontane nel tempo e la memoria dell’epoca patriarcale è incompleta e confusa. Le storiche, le antropologhe, le archeologhe cercano di chiarire questo passato oscuro e i suoi enigmi. Vediamo per esempio le archeologhe del racconto Nuova Pompei esplorare una grande caverna sotto la calotta glaciale in cui si trova, perfettamente conservato, un intero quartiere residenziale del XX secolo. La ricercatrice del racconto Testa rossa, testa matta suscita un grande scalpore con la pubblicazione del suo saggio “Nuove ipotesi sulla poesia del patriarcato”, che confuta la teoria corrente per cui nel patriarcato “Le poete erano tutte delle morte di fame e quindi erano donne”. Si discute sul sesso delle statue di Socrate e Platone, e così via.
Tuttavia, nonostante l’incerta conoscenza del passato, resta viva la coscienza che le guerre, le orribili guerre, erano un frutto del patriarcato e di un sesso maschile incline a usare lo strumento della violenza.
In un rovesciamento dei pregiudizi antifemminili, le donne del Secondo Matriarcato ritengono che i maschi abbiano scarsissime capacità intellettuali e siano negati per l’arte.
D’altra parte i pianeti maschili non sono tutti uguali. Molti versano in uno stato di barbarie ma ce ne sono altri, detti “evoluti”, in cui un’élite maschile si sforza di accedere a una maggiore cultura, alla civiltà e chissà a un nuovo rapporto con le donne.
Nei mondi femminili, inoltre, si è sviluppato un vasto movimento di opinione, chiamato “scontismo”, che sostiene che anche se le donne sono state dominate per 5.000 anni, non per questo gli uomini devono rimanere in esilio per un periodo altrettanto lungo. È necessario, appunto, concedere uno “sconto”.
Molte donne progressiste dell’élite matriarcale sono scontiste e spesso c’è intesa e collaborazione con i maschi dei pianeti evoluti (intesa anche erotica, come scopriamo per esempio in Connessione interplanetaria).
Nella galassia del Secondo Matriarcato non è importante solo l’élite delle governanti, delle scienziate e delle artiste. I pianeti abitati sono come isole nel vasto oceano della galassia e gli scambi tra queste isole sono essenziali per la civiltà. Vitale, quindi, è il mestiere della marinaia.
Le marinaie, che governano le navi interstellari, sono tipe toste, dal linguaggio diretto e crudo, impetuose e dedite con passione alle avventure amorose, di solito con altre donne. E, ovviamente, esprimono il loro pensiero senza tanti peli sulla lingua, incuranti della gerarchia matriarcale.
Dell’equipaggio delle navi spaziali fanno spesso parte anche uomini travestiti da donna, molti di più di quanti le Matriarche vorrebbero ammettere. Le marinaie concepiscono, con questi uomini, figli in modo naturale, non tramite inseminazione artificiale e programmazione genetica, come vorrebbero il costume e la moralità corrente. I figli e le figlie nate da questi amori clandestini complicano ulteriormente gli equilibri galattici.
Scriveva ancora Elena in prefazione:
“Questi racconti sono dei giochi. Come in un anagramma si scombina una parola per crearne altre, ho scombinato alcuni aspetti del nostro mondo per suggerire altri mondi. Non ci sono messaggi. Ripeto: è tutto un gioco. L’unico messaggio, a volerne proprio trovare uno, sarebbe: allarghiamo il parco giochi”.
Dietro la soluzione giocosa e liberatoria di questi racconti si avverte però la presenza di temi seri, di fondo. Come il bisogno di una società femminile, proiettata nel futuro perché sentita mancante qui e ora.
O come l’esigenza di una ridefinizione del rapporto eterosessuale al di fuori dell’ordine patriarcale, quale è tratteggiato per esempio in Cerimonia di laurea o in Un colpo di vento, dove la coppia eterosessuale positiva è formata da una donna maggiore per età e posizione sociale e da un uomo giovanissimo, culturalmente vergine, innocente. Questo ribaltamento dello schema patriarcale non è però un’oppressione alla rovescia: l’autorità femminile funziona in altro modo.
Nel racconto Oh Mary Jane! La coppia è invece formata da due giovani pressoché coetanei. Ma anche qui il rapporto amoroso si sviluppa con la guida di una superiore sapienza femminile: l’incontro apparentemente casuale dei due è infatti abilmente predisposto dalle Matriarche senza che essi se ne rendano conto, soprattutto la ragazza che, ribelle per temperamento, non avrebbe accettato facilmente un accoppiamento combinato.
E, a proposito, gli sfondi di questi amori, le acque, le piante, il paesaggio, anche se situati in remoti pianeti, sono sempre quelli della nostra amata Terra.
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Cronache era stato pubblicato come supplemento all’ultimo numero di Miopia (n.38, Settembre 2001). Successivamente Elena Fogarolo ha scritto un’altra serie di racconti e tre romanzi brevi del Secondo Matriarcato.