Jane Marple nasce dalla penna di Agatha Christie nel 1930 quando in The Murder at the Vicarage fa la sua prima apparizione come investigatrice ‘casuale’ del piccolo paese di provincia dove vive, inaspettatamente scosso da un misterioso omicidio.
Miss Marple viene presentata al lettore come una dolce ed innocua signora, magari un po’ troppo curiosa, che accidentalmente grazie al suo hobby preferito, il giardinaggio, e alla perfetta prospettiva del proprio giardino, riesce ad osservare tutte le mosse dei possibili colpevoli ed infine a svelare l’assassino. La seconda apparizione di Miss Marple avviene due anni dopo, nel 1932 in The Thirteen Problems dove ci viene presentata come un’abile risolvitrice di enigmi nonostante gli altrui pregiudizi dovuti alla sua veneranda età.
Passa poi un intervallo di dieci anni prima che il lettore possa rivedere al lavoro Jane Marple, è infatti il 1942 quando riappare in The Body in the Library, di nuovo ambientato nel piccolo paese di St Mary Mead, dove improvvisamente nella biblioteca del colonnello Bantry viene scoperto il corpo di una sconosciuta ragazza. Miss Marple, che si è già guadagnata la fama di detective, viene esplicitamente chiamata dalla moglie del colonnello, Dolly Bantry, ad investigare.
Questo fiducioso ricorrere a Miss Marple da parte di amiche sembra essere un elemento ricorrente nella sequenza dei romanzi. D’altronde, al contrario della polizia, Jane Marple ispira fiducia, è un’ottima ascoltatrice e ripone lei stessa la medesima fiducia nei confronti delle confidenti, solitamente sottovalutate o addirittura ignorate dai ‘veri’ detective. Un esempio di questa ricorrente situazione può essere ritrovato nel celebre 4.50 from Paddington dove l’unica testimone dell’accaduto è un’anziana signora ritenuta incapace di distinguere tra sogno e realtà dal controllore del treno e dalla locale polizia. L’inattendibile testimone viene invece attentamente ascoltata da Miss Marple che, non solo crede ad ogni parola del fatto descritto, ma arriva perfino ad organizzare una vera e propria ricerca investigativa per trovare la misteriosa presunta vittima. Non potendo avanzare adeguate scuse per recarsi personalmente sul luogo del delitto, e non potendo muoversi con facilità data l’età avanzata, Miss Marple ingaggia come aiutante una giovane donna, acuta ed intelligente, per ritrovare il corpo della donna strangolata, riuscendo infine nel proprio intento.
L’amicizia e la complicità tra donne sembra quindi essere un tratto importante all’interno delle detective stories di Miss Marple. Essendo una donna anziana Jane Marple crede alle donne, a quello che dicono di aver visto o anche solo sentito, contrapponendosi in questo a quegli uomini che le giudicano vecchie zitelle con molta immaginazione. Le donne che invitano Miss Marple a investigare sono spesso amiche che dando il via alla sua ricerca del colpevole, rinforzano in questo modo il suo ruolo di detective. Un altro esempio può essere rinvenuto in They do it with Mirrors dove l’amica americana, seguendo un personale infausto presentimento e credendo fermamente che Jane Marple possa scoprirne la causa, le organizza sia il viaggio che il motivo per recarsi dalla sorella in presunto pericolo.
Nei romanzi della serie Marple troviamo anche investigatori rivali e raffigurazioni comiche della figura del detective, come ad esempio l’ispettore Slack, che viene ironicamente contrapposto a Miss Marple. Ci sono anche detective capaci con i quali Miss Marple collabora, ma a loro manca comunque quella conoscenza dell’umana natura che lei possiede. Un esempio è in At Bertram Hotel dove l’ispettore segue una linea investigativa diversa da quella di Jane Marple che ha già il presentimento che qualcosa di ‘maligno’ possa accadere. Non appena l’omicidio accade egli riconosce la propria ingenuità nei riguardi della psiche umana di cui, al contrario, Miss Marple è un’abile e saggia conoscitrice.
Nonostante la complicità tra donne sia un elemento ricorrente in questa serie di romanzi, non sempre i personaggi femminili sono figure positive all’interno di essi. Anzi, in questi romanzi spesso sono proprio le donne le assassine, soprattutto se belle, giovani e spregiudicate. Agatha Christie, infatti, sceglie frequentemente di punire donne ambiziose e sensuali, probabilmente perché rappresentano una minaccia per quella società conservatrice che i suoi romanzi tentano di preservare. Il matrimonio stesso come istituzione infatti, non viene mai apertamente posto in discussione nei romanzi della Christie, anzi in molti casi l’omicidio è commesso da persone che cercano di arricchirsi o di raggiungere una più alta posizione sociale attraverso di esso.
Il fatto che Agatha Christie possa concepire razionalità e distacco solo in una donna anziana è senz’altro interessante, ma è in parte legato alla caratterizzazione del detective il cui processo logico verso la giustizia non deve essere disturbato da altre forti emozioni. L’amore, nei romanzi gialli, sembra infatti diminuire l’efficienza del detective.
E’ comunque innegabile che la linea scelta per delineare il personaggio di Miss Marple sia moderna per il suo tempo. Agatha Christie infatti ritrae una signora sola e fisicamente fragile come una potenziale detective dotata di una sorprendente acutezza e intuizione. Sotto l’apparenza di gentile signora inglese innocua ed anche un po' confusa, Jane Marple nasconde un’acutezza e una conoscenza del ‘male’ che ben contrasta con tale immagine e con lo stereotipo ad essa connesso.
Attraverso l’uso dell’ironia lo stereotipo dell’anziana zitella, di cui Jane Marple è un esempio, svela quanto ogni rappresentazione femminile sia un’immagine sociale e culturale proiettata sul ‘genere’, sovvertendo allo stesso tempo l’immagine della donna anziana vista come inutile per la società e capace solo di fare pettegolezzi. Nel mondo di Jane Marple le strutture sociali vengono ribaltate ed essa diventa un’eroina sovversiva capace di cancellare i pregiudizi riguardo a quella tipologia di donna solitamente disprezzata e sottovaluta dalla società.
Miss Marple può essere vista come una sorta di detective ‘strutturalista’ che ha in mente diversi stereotipi di tipologie umane, tratti dallo studio del proprio piccolo mondo di provincia, microrealtà che diventa una possibile immagine speculare del più vasto mondo sociale a lei contemporaneo.
Misteri e omicidi sembrano essere il passatempo preferito di Miss Marple. Le impediscono di lasciarsi spegnere dalla noia e dalla passività, e le fanno ritrovare la voglia di vivere e di sentirsi giovane. Miss Marple può apparire davvero come una giovane fanciulla a chi è dotato di immaginazione e di una mente libera da restrizioni culturali. Ad esempio Mr Schuster, che alla fine di Nemesis, nel momento in cui Miss Marple ride, sovrappone a questa, nella propria mente, l’immagine di una giovane e sorridente ragazza, lontana memoria della propria giovinezza.
Dietro l’apparente confusione senile Jane Marple, attraverso un lungo e complesso processo di logiche deduzioni, mette insieme i pezzi del mosaico e svela il mistero. Miss Marple ha le stesse qualità del detective: forte senso della morale, saggezza data dall’esperienza, conoscenza della natura umana, capacità di deduzione basata sull’attenta analisi delle prove, e sembra saper porre le domande sempre al momento giusto ottenendo così l’informazione necessaria.
Il personaggio di Miss Marple sembra evolversi da romanzo a romanzo. Infatti quella che sembra all’inizio una figura comica, lo stereotipo della pettegola del paese che sa tutto quello che succede nel circondario, diventa nella successione dei romanzi una figura di tutto rispetto, un’anziana signora le cui idee in merito agli eventi vengono ritenute rilevanti. Miss Marple usa il pettegolezzo in senso costruttivo, trae da esso le informazioni necessarie per fare luce sui fatti.
Oltretutto Miss Marple è una detective-amateur ed il suo personaggio riesce ad instaurare uno speciale rapporto di identificazione con il lettore che può facilmente seguire Jane Marple nelle indagini e al tempo stesso immedesimarsi con il personaggio. Il romanzo diventa il metatesto della nostra realtà, e noi lettori-inseguitori di Miss Marple troviamo il colpevole insieme a lei ed allo stesso tempo ritroviamo il nostro piccolo mondo fatto di stereotipi all’interno del romanzo.
Miss Marple è la quintessenza dell’immagine della zitella, i suoi atteggiamenti, l’età, il suo modo di apparire sembrano riconfigurare questo stereotipo. I suoi passatempi sono il giardinaggio e il cucito, il primo diventa un’ottima scusa per poter vedere tutto quello che succede intorno, per spiare le mosse altrui sostanzialmente, il secondo sembra essere collegato alla sua abilità e maestria nel tessere le trame, nel riconnettere il tutto con ordine, e allo stesso tempo sembra enfatizzare la sua abilità nello sbrogliare la matassa degli eventi. Come Aracne aveva sfidato il potere degli dei, così Miss Marple trionfa al di sopra dei pregiudizi sociali e culturali che la relegherebbero a ben altro ruolo.
Attraverso la detective story Agatha Christie cerca di rovesciare la logica per cui le donne anziane non possono che essere noiose pettegole dalla mente confusa, e con Miss Marple raggiunge il proprio scopo dimostrando che da minimi dettagli senza importanza, annotati da un’anziana signora, è possibile ottenere lentamente una vera e propria discesa nella psiche umana.
Eleonora Federici