torna a ....

María Milagros Rivera Garretas

Eterosessualità in libertà?

Da Miopia n.33, febbraio 1999, numero monotematico
ETEROSESSUALITÀ TRA CRISI DEL PATRIARCATO E LIBERTÀ FEMMINILE

La presa di coscienza femminile della fine del patriarcato ha modificato le percezioni ed i giudizi del femminismo rivendicazionista intorno alla sessualità. Sessualità che è diversa da sesso. La sessualità è labile, a volte forzata a volte libera, indefinibile, anche, in certi casi: «L’amore è un mistero / e interessa solo a due», canta la rockstar di lingua spagnola Luz Casal. Il sesso, invece, viene dato al femminile o al maschile, per caso ma necessariamente, ad ogni creatura umana, mentre appartiene all’amore di sé la mediazione che può trasformare in libertà questa necessità prima.

Il femminismo rivendicazionista ha visto nell’eterosessualità uno dei principali ostacoli sul cammino della liberazione delle donne. Il lesbismo sembrava profilarsi allora come l’aurora che avrebbe orientato, lei sola, l’oscuro e solitario dibattersi di alcune (forse molte) interiorità femminili tra il dover essere che indicava la politica femminista e l’evidenza di certi desideri e di certi erotismi che non si lasciavano aggirare da discorsi più che ragionevoli. Ricordo, di quell’epoca, la sorpresa di esclamare, dopo una discussione appassionata e interminabile sulla topografia degli orgasmi, frutto della lettura di La donna clitoridea e la donna vaginale, di Carla Lonzi: «A me, quello che piace sono i corpi». E di non ricevere in risposta altro che un (meritato...) silenzio freddo e sospettoso.

Adrienne Rich, poetessa e saggista lesbica molto amata da molte donne di allora, condannò l’eterosessualità dimostrando in maniera schiacciante il suo carattere obbligatorio nella storia e nel presente. Qualche tempo prima, gli uomini in generale erano stati dichiarati «il nemico principale» dal femminismo materialista.

Il peso della politica dell’identità, delle appartenenze, del «definisciti» a oltranza, ingabbiarono il desiderio e l’erotismo di alcune o di molte femministe di quegli anni. Di modo che la frigidità si burlò di mariti patriarchi (di destra o di sinistra) e si burlò anche di coppie di donne. A me aprì spazi di libertà la scoperta di una relazione sociale, questa sì nata per opprimere, chiamata «contratto sessuale» . È il contratto sessuale, che precede il contratto sociale di J. J. Rousseau e consiste nell’appropriazione non pacifica da parte degli uomini eterosessuali del diritto di accesso al corpo delle donne, ciò che ha tolto molta libertà al desiderio e al piacere sessuale femminile, non l’eterosessualità; come nemmeno la castità, e neppure la famiglia (nonostante F. Engels). Il contratto sessuale viene rinnovato generazione dopo generazione dal patto matrimoniale (diseguale) finché il patriarcato esiste, estinguendosi con esso. Patriarcato che, peraltro, non ha mai occupato, nella storia, né l’intera realtà né tutta la vita di una donna.

Dice una madre in una canzone popolare spagnola, orchestrata dal compositore Manuel de Falla:

Hija, no temas niña
cómo tú sientes,
cuando junto a tus rejas
a cantar viene.
Es el preludio
del poema más grande
que hay en el mundo.

(Figlia, non temere bambina / come tu senti, / quando alla tua finestra / a cantare viene. / È il preludio / della poesia più grande / che c’è al mondo.)


Prima della presa di coscienza femminile della fine del patriarcato, quella poesia, quel mistero, quel sentire di lei era saturo di storia, di letteratura e di leggi virili impegnate a decifrare poesia, mistero e sentire al fine di appropriarsene, una volta esautorata la bambina. Adesso, il mistero, la poesia e il sentire le sono stati restituiti. È lei, creatrice in potenza di corpi e di relazioni, quella che dice o dirà quali corpi sono quelli che le piacciono, quali corpi sono quelli che desidera, se li desidera, come e quando.

María Milagros Rivera Garretas
(Traduzione di Clara Jourdan)

1) «Via Dogana» n. 23, 1995 e «Sottosopra» rosso, gennaio 1996, È accaduto non per caso.

2) «El amor es un misterio / y le importa solo a dos» (Como la flor prometida, 1995).

3) Adrienne Rich, Compulsory Heterosexuality and Lesbian Existence, «Signs», 1980.

4) Christine Delphy, L’ennemi principal, «Partisans», novembre 1970.

5) Carole Pateman, The Sexual Contract, 1988 (Il contratto sessuale, Editori Riuniti, Roma 1997).

6) Manuel de Falla, La obra integral para canto y piano, 1993.

torna a ....